Ecco il percorso
Cosa vedrai
In sintesi
Su e giù

Descrizione
La partenza è da Secchiano di Cagli, l’unico centro abitato di una certa dimensione lungo il percorso. Ma potete anche partire comodamente da Cagli, Pianello o Piobbico, aggiungendo, sia all’andata che al ritorno, qualche chilometro per i trasferimenti. Il tratto iniziale di salita è piuttosto impegnativo, ma il percorso si svolge su una comoda strada asfaltata, poco trafficata e ombreggiata, con bellissime viste sui versanti montuosi del Monte Nerone, alla vostra sinistra [2] e su monti e valli che si sviluppano alla vostra destra. Dopo aver superato i piccoli abitati di Fosto e Cuppio, la strada prosegue con comodi saliscendi, per raggiungere i piccoli centri di Cardella, dove trovate una grande fontana per riempire le borraccia proprio lungo la strada [1], e Baciardi. Siete nel cuore di Rocca Leonella, dove ebbe il primo insediamento la famiglia dei Brancaleoni che costruì il castello di Piobbico. Può sembrare strano ora, ma le milizie dei Brancaleoni erano temute nel medioevo e furono in grado di mettere a ferro e fuoco l’abitato di Cagli. Proseguite ancora per arrivare ai piedi della chiesa di San Lorenzo, alle cui spalle sono i ruderi del castello di Rocca Leonella e, in discesa, raggiungete il bivio da cui inizia la salita del Monte Nerone, in prossimità dell’abitato di Acquanera.
La salita che porta al Nerone era completamente asfaltata, ma, dopo decenni di incuria, appare come una strada bianca con qualche tratto sconnesso ma privo di difficoltà. Salendo, alla vostra sinistra potete ammirare l’acuminata cima rocciosa del Monte Serrone [4], mentre alla vostra destra l’abitato di Piobbico [3] e la valle del Candigliano, dove la valle si chiude con la scoscesa parete della Balza della Penna [5]. Continuando superate tratti chiusi nel bosco di faggio [6] e tratti con la vista libera di spaziare. Raggiunta la quota di quasi 1200 m, incontrate su un tornante una stele [7] dedicata al Prof. Giovanni Pallini, che tanta importanza ebbe nello studio dei fossili del Monte Nerone. Ora siete proprio sopra la Grotta dei 5 Laghi, la più grande cavità carsica finora scoperta nel Monte Nerone. Proseguite ancora nel bosco [7], fino raggiungere la la strada asfaltata che percorre la sommità del Monte Nerone. Se volete, potete deviare a destra per raggiungere il rifugio Corsini, solitamente aperto.
Proseguite in salita e poi in leggera discesa avendo, alla destra, la cima del Monte Nerone [9] e, alla sinistra, ampi pascoli, fino ad arrivare ad un bivio, da prendere a sinistra. Vi state ora dirigendo verso la Montagnola, la seconda cima per altezza del massiccio del Nerone. Lungo il percorso, in basso a destra avete una splendida vista sul Fosso del Breccione che separa i due rilievi del Sasso della Rocca e del Sasso del Re. [10]. Proseguite in leggera salita, fra boschi e pascoli [1] , per arrivare ad un cippo che ricorda la sedicesima tappa del Giro d’Italia del 2009 [12]. Una tappa massacrante che toccò tutti i principali rilievi della zona. Siete ormai sulla strada del ritorno.
Da qui il percorso è sempre in discesa. Osservate da lontano la parete verticale de Il Cimaio [13], che poi si fa più vicina [14]. Lungo la strada è possibile che incontriate mandrie di bovini o di cavalli in movimento lungo gli abbondanti pascoli di queste montagne [15]. Ignorate il bivio a destra che scende verso Cerreto e continuate in discesa, avvicinandovi ad un rilievo che appare con una dolce morfologia [16], ma che dalla parte opposta (non visibile) presenta una enorme scarpata di erosione: Poggio le Guaine. Continuate a scendere con prudenza ammirando i panorami, fino ad arrivare all’abitato di Fosto [17], dove vi collegate nuovamente con la strada che proviene da Secchiano e che avete già percorso.
Luoghi notevoli
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In “Altre impostazioni” regola la “scala” per avere la mappa del percorso in una unica pagina. Il valore 80 dovrebbe funzionare



